Portami.

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Portami dove i colori si mescolano al silenzio.

Dove il rumore dell’acqua di un piccolo fiume mi culli di notte.

Portami in quel luogo dove tutto ebbe inizio inconsapevolmente e ne feci tesoro per l’eternità.

Portami dove io possa dimenticare e ricordare nell’attimo in cui calpestando foglie secche, tutto prese vita per poi fuggirmi nuovamente.

Da quell’angolo di paradiso nacque il mio inferno e da quell’inferno nacqui io, mi si porti per poter ritrovare la mia quiete, assetata di desideri.

Dei lunghi mesi invernali ne feci un racconto, sentendomi onnipotente ed indistruttibile. Ne trassi una storia che vive in me ogni giorno.

Portami, per potermi ritrovare. In attesa resto felice portandomi.

paola.

Dammi la mano.

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Ti terrò stretta fino alla fine. Non ti lascerò cadere e della tua sofferenza ne faremo solo un attimo di sconforto da cancellare. So che è difficile in questo momento sorridere ma a denti stretti, lo si può fare comunque.

Non ho paura, non ho mai avuto paura della sofferenza. E’ della finta felicità che vivo il terrore e se posso fuggo lontano dove non mi possa trovare. Quindi tienimi per mano ed insieme passeremo anche questa volta. Purtroppo viviamo di “volte”, ogni volta, e dobbiamo saper affrontare le prove che ci sono state inflitte per volere di chissà chi, poi….

Ma vedi, se ci terremo per mano e ben strette tutto sarà più semplice. Ricordati che io non ho paura perché non ho mai avuto paura di assistere alla sofferenza altrui, tanto quanto alla mia.

Sembro fragile, ma di fatto non lo sono poi così tanto ed è proprio per questo motivo che ti dico, stiamo vicine ed io ti farò riparo.

paola.

Se potessi tornerei..

img_1766Tornerei in una casetta così, dimenticata in un viottolo lastricato di pietre.   Guarderei dalla finestra, assonnata ed in attesa d’essere riparata, il passaggio di pochi mentre riempirei di molto i mei sguardi lontani.

La sera ascolterei il silenzio, la mattina il cinguettio dei passerotti appoggiati ai rami cresciuti per dispetto, fra una pietra e l’altra. Lavorerei la lana, cucirei grandi coperte di quadretti colororati rubati ai tessuti dismessi, dipingerei rose rosse su grandi tele ingiallite dal tempo. Ruberei le note ad un violino tarlato, intonando una lieve melodia, messaggera di buoni propositi.

Farei ribollire latte e miele, tosterei castagne e sminuzzerei nocciole. Fonderei quadretti di cioccolato amaro e ne farei cuscini, sui quali poggerei violette del pensiero.

Se potessi ritornerei dove non sono mai stata, dove non ho mai avuto, dove di certo sentirei meglio scorrere la vita.

Di violette del pensiero, mi vestirei, se potessi……ritornerei.

paola.